FORMAZIONE E CREDITI, SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE



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Un professionista può organizzare un corso sul REACH ed attestare la frequenza agli iscritti con propria carta intestata, oppure deve essere certificato da un ente accreditato?
Ad eccezione della scuola di specializzazione REACH, deputata a rilasciare un titolo universitario spendibile sul mercato del lavoro, non risulta che ci sia alcuna norma che obblighi ad essere in possesso di un attestato di un qualunque genere per potere affermare di essere esperto REACH e tenere corsi di formazione al riguardo. Si ritiene che un Chimico dotato di esperienza su un argomento specifico possa tranquillamente effettuare interventi di formazione e rilasciare attestazioni di frequenza senza nessun problema: l'insegnamento libero è tutelato dalla nostra Costituzione. Altra cosa è il potere assegnare a quel corso formativo un determinato valore e una adeguata spendibilità: questo potrebbe costituire un problema per coloro che vi avranno partecipato. A titolo di esempio un corso REACH fatto da un professionista non può avere la validità di un corso di aggiornamento per Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, in quanto il corso per legge deve essere fatto secondo quanto previsto dall'accordo Stato-Regioni 21 dicembre2011- http://www.lavoro.gov.it/SicurezzaLavoro/Documents/Accordo_21122011_formazione_datorilavoro.pdf o dall'accordo Stato-Regioni 26 gennaio 2006, http://www.diario prevenzione.net/diario-prevenzione/html/docbiblio/Decreto-RSPP_Intesa-Conferenza2612006.pdf e le linee guida interpretative del 05 ottobre, http://www.istruzioneformazionelavoro.marche.it/Portals/4/Documenti/Accordo_281.pdf Altro esempio: nel caso della Formazione Continua Professionale, secondo quanto stabilito dal Regolamento appena pubblicato, perché quella formazione abbia valore al fine di ottenere crediti, il corso dovrà essere accreditato da un Ordine Territoriale dei Chimici.
La scuola di specializzazione in “Valutazione e gestione del rischio chimico” conferisce un titolo valido per l’inclusione nelle graduatorie della Specialistica Ambulatoriale?
No, non è previsto questo tipo di riconoscimento.
Un Chimico abilitato ed iscritto all’Albo di competenza che non esercita attività libero professionale e non ha un’occupazione come Chimico deve assolvere agli obblighi formativi ?
Per quanto concerne la propria formazione continua, oggi in tutti i Chimici iscritti all’Albo di competenza sono in possesso, per regolamento, di 150 crediti a partire dal 1 settembre 2013, data di inizio di obbligatorietà della formazione. Di tali crediti ne verranno perse determinate quantità ogni anno successivo, secondo il meccanismo seguente: Il 31 dicembre 2014 alla richiedente verranno tolti 25 crediti, il 31/12/15 altri 35, e infine il 31/12/16 altri 45. A questa ultima data chi nel frattempo non avrà svolto alcuna attività di formazione che abbia consentito l'acquisizione di altri crediti, avrà a disposizione solo un residuo di 45 crediti, dei 150 che deteneva in partenza: questo residuo consentirà di poter svolgere attività da chimico professionista, libero o dipendente, per circa un anno ancora. Successivamente, all'esaurimento di tutti i 150 crediti iniziali, se non sarà stata svolta alcuna attività di formazione, decadrà la possibilità di esercitare la professione.
Un Chimico abilitato ed iscritto all’Albo di competenza che non esercita attività libero professionale e non ha un’occupazione come Chimico può chiedere l’esonero dai crediti formativi ?
La risposta al quesito si trova nel "Regolamento per la formazione professionale continua ai sensi del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, art. 7" del Consiglio Nazionale dei Chimici. L'art. 6 (Esoneri), al comma 3, recita letteralmente: "Il Professionista Chimico che non svolge, né in forma autonoma, né in qualità di dipendente, né in qualsiasi altra modalità, l'attività professionale, può presentare istanza motivata di esonero dall'obbligo formativo al Consiglio dell'Ordine territoriale competente. In caso di accoglimento dell'istanza l'esonero decorre dalla data di presentazione dell'istanza stessa". E' opportuno comunque precisare che il Chimico, che chiede ed ottiene l'esonero, qualora poi si trovi a svolgere anche solo occasionalmente o per motivi straordinari degli atti professionali, andrà incontro a sanzioni disciplinari se, "in sede di verifica contabile" dei crediti da parte dell'Ordine dei Chimici di competenza come se di fatto l'esonero non fosse stato richiesto, lo stesso avesse svolto atti professionali pur non trovandosi in possesso del monte crediti minimo di 25 CFU.
Tra le attività che comportano l’assegnazione di C.F. rientra anche la docenza in corsi di formazione per lavoratori ed imprenditori? Valgono alla stessa stregua docenze svolte in corsi per RSPP/ASPP per l’aggiornamento degli RSPP, ASPP, RSL, preposti ...
Il regolamento sulla Formazione, approvato dal Consiglio Nazionale dei Chimici, prevede che il tenere docenza in corsi di formazione per RSPP/ASPP (mod. A,B,C, comporta l’assegnazione di crediti formativi, naturalmente entro i limiti e con le modalità stabilite nel regolamento stesso.
A chi spetta sostenere l’onere economico per la propria formazione professionale?
L’obbligo di formazione è personale ed indipendente dalla tipologia e posizione contrattuale con la quale ciascuno svolge la propria attività lavorativa. Il dipendente di un’impresa pubblica o privata potrà frequentare corsi di formazione organizzati dal suo Ordine professionale, da organismi accreditati e da altri Enti qualificati, ma potrà anche frequentare corsi organizzati o richiesti dal proprio datore di lavoro. Per quanto concerne i costi, si ritiene che debbano di volta in volta o in linea generale essere definiti accordi o acquisito il consenso dell’Azienda o dell’Ente presso il quale viene svolta l’attività lavorativa.
A chi e con quali modalità presentare la propria documentazione per ottenere il riconoscimento dei crediti formativi maturati ?
I richiedenti possono trovare la risposta nel sito del Consiglio Nazionale dei Chimici nel quale è riportato per esteso il Regolamento per la Formazione Professionale Continua dei Chimici. Per approfondimenti sul tema si informa che il referente per il riconoscimento dei crediti professionali è il Consiglio degli Ordini territoriali di appartenenza, cui spetta la verifica del dovere di formazione permanente per i propri iscritti Nell'articolo 13, comma 5 del regolamento viene riportato: "ai fini della determinazione dei crediti iniziali da assegnare ad ogni professionista, il Professionista Chimico che abbia sostenuto attività corrispondenti a quelle previste dall'art. 5, ne può richiedere il riconoscimento a far data dalla entrata in vigore della legge 14 settembre 2011, n. 148". Quindi lo scrivente, nel caso in cui tra il 16 settembre 2011 ed il 31 luglio 2014 abbia partecipato a corsi di formazione e/o aggiornamento o abbia svolto altre attività a queste equiparate, avrà la possibilità di vedere riconosciute quelle attività come attività formative e quindi potrà addizionare i crediti che gli verranno conseguentemente riconosciuti al suo monte crediti iniziale di 150. L'ente a cui rivolgersi per il riconoscimento delle attività formative svolte è l'Ordine Territoriale dei Chimici di competenza.
L’attività di tutoraggio per studenti delle scuole superiori in azienda da diritto a crediti formativi?
Nel regolamento recante le disposizioni sulla “formazione continua dei Chimici”, nella Tabella 2 (Attività equiparate ad “Attività di tutoraggio di studenti universitari durante il periodo pre-laurea, di partecipanti a master universitari di promo livello”, non risulta presente il tipo di tutoraggio segnalato. Sarà cura del C.N.C. prendere in considerazione l’opportunità o meno di inserire il caso particolare.
Dove si possono trovare i dati inerenti la posizione ed il numero di crediti dei quali è in possesso ciascun iscritto, la normativa relativa alla formazione continua è retroattiva?
Attualmente la posizione degli iscritti risulta consultabile online all’indirizzo http://formazione.chimici.it. Tale consultazione è effettuabile con due modalità distinte: per tutti coloro che desiderano avere informazioni sulla posizione di un determinato chimico verrà presentato un dato generico, del tipo” Il Chimico di interesse è in regola o non è in regola con la formazione”, mentre per il singolo iscritto sarà possibile verificare la propria situazione dei crediti e in dettaglio la formazione sostenuta.
Esiste l'obbligo dei corsi di aggiornamento e di formazione anche nel caso di un chimico iscritto all'Ordine che lavora esclusivamente come dipendente di una azienda privata e non esercita la libera professione?
L'obbligo di formazione continua riguarda tutti gli iscritti all'Ordine Professionale, sia che svolgano attività in proprio sia che siano alle dipendenze di altri. Certamente il richiedente ha la possibilità di fare riconoscere all'Ordine di competenza anche le attività formative relative al proprio lavoro, svolte in proprio o organizzate dall' azienda per cui opera, e conseguentemente i crediti acquisiti in quelle occasioni. Si suggerisce di contattare il proprio Ordine di iscrizione per avere i debiti chiarimenti circa il regolamento per la formazione continua del Chimico e le modalità di notifica della formazione che il richiedente ha svolto.
E’ possibile fare una autodichiarazione nella quale si indicano tutte le attività svolte? Esiste un format on-line o la possiamo rilasciare in carta libera?
Tutti i professionisti che hanno superato l'esame di stato prima dell'entrata in vigore del regolamento per la formazione continua hanno acquisito i 150 CFP al 10 settembre 2014. Le attività di formazione e/o aggiornamento svolte prima del 19 settembre 2011 non contano ai fini dell'acquisizione di crediti da sommare ai 150 iniziali; mentre invece sono sommabili i crediti acquisiti con attività di formazione effettuata nel periodo che va dal 19 settembre 2011 al 31 agosto 2014. Di questi ultimi l'Ordine Territoriale di competenza verrà a conoscenza quando, entro il 31 gennaio 2016 gli iscritti, faranno la prima comunicazione sull'attività di aggiornamento svolta. E' attualmente andato on-line un sistema informatizzato, indipendente dal sito chimici.it ma che è raggiungile attraverso il sito stesso, nel quale ciascun iscritto può caricare le attività di formazione ed aggiornamento e fare l'up load degli attestati di partecipazione o comunque dei documenti che dimostrino l'attività svolta. In quell'ambito ciascun iscritto può anche controllare la sua posizione personale. ln aggiunta risulta visibile l'offerta formativa organizzata dagli Ordini territoriali oltre che dai soggetti autorizzati dal CNC a svolgere attività di formazione. Da ultimo, mentre è possibile, nella fase di avvio del sistema ovvero fino al 31 dicembre 2017, farsi riconoscere fino a 25 CFP attribuibili allo studio personale, non è possibile far valere come attività di aggiornamento i lavori svolti per i clienti. Si suggerisce agli interessati, per ulteriori informazioni ed approfondimenti, di contattare direttamente l'Ordine di appartenenza, competente in materia, e di consultare sul sito sopra segnalato il Regolamento per la formazione continua del Chimico. Lo stesso Ordine Territoriale di appartenenza può dare tutte le informazioni necessarie per il rinnovo dell'iscrizione.
Un Chimico che dopo un periodo di occupazione nel settore sanitario, passa ad un impiego in altro settore, deve continuare ad acquisire i crediti formativi ECM?
L’obbligo di acquisizione dei crediti ECM in ragione di 50/anno mentre era obbligatorio nel periodo di attività, a qualsiasi titolo, nel settore sanitario , decade per il chimico che operi al di fuori del campo sanitario. Comunque in futuro, in ragione del Decreto del Presidente della Repubblica n. 137 del 7 agosto 2012 (Riforma degli Ordinamenti Professionali), subentra l’obbligo di assoggettarsi alla disciplina della formazione continua (Art. 7) secondo le procedure predisposte dal Consiglio Nazionale dei Chimici: infatti i Consigli Nazionali, e quindi anche quello dei Chimici, entro un anno (cioè entro il 15 agosto 2013) hanno dovuto predisporre il regolamento atto a definire i percorsi di formazione continua per tutti i propri iscritti (Art. 7, comma 3 dello stesso D.Lgs). Resta il fatto che in caso di ritorno all'attività in campo sanitario, il richiedente si troverà riassoggettato alla normativa vigente sull'educazione continua in medicina.
Un laureato in Chimica ed iscritto all’O.T. di competenza, avendo collaborato nel settore sanitario con un ruolo che non contemplava l’esercizio della professione di Chimico, è obbligato ad acquisire i crediti E.C.M.?
Il sistema ECM (Educazione Continua in Medicina) comprende l'insieme organizzato e controllato di tutte le attività formative, teoriche e pratiche, che hanno lo scopo di mantenere elevata e al passo coi tempi la professionalità di quanti operano nel campo della sanità (D.Lgs n.502 del 30 dicembre 1992, modificato dal D.Lgs n. 229 del 19 giugno 1999). Il programma ECM è rivolto a tutto il personale sanitario dipendente o libero professionista, operante nella sanità sia pubblica che privata.
Un Chimico nella veste di dipendente della Pubblica Amministrazione firma certificati di analisi per alimenti deve essere iscritto all’Ordine, è inoltre soggetto alla normativa della formazione continua?
La definizione di "libera professione" non ha il significato di esercizio autonomo di una specifica attività, senza alcuna dipendenza da altri, ma di professione esercitata con la necessaria autonomia intellettuale e di pensiero, requisito senz'altro necessario e basilare per l'attività che lo scrivente svolge nel sottoscrivere documenti analitici e di valutazione sugli alimenti. Pertanto si può affermare che il richiedente esercita a tutti gli effetti una attività professionale, anche se in veste di dipendente di Ente pubblico: tutto ciò comporta deontologicamente, anche se non obbligatoriamente, l'iscrizione all' Albo professionale e di conseguenza la necessità di un aggiornamento professionale continuo.
La professionalità acquisita dopo 4 anni di lavoro come chimico presso P .A. può essere considerata come una specializzazione, esiste qualche legge in merito?
In base all'attuale normativa, le Scuole di Specializzazione che consentono al Chimico l'accesso al ruolo della Dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), a cui è equiparata la dirigenza nelle Agenzie Regionali (o Provinciali, per le province autonome di Trento e Bolzano) di Protezione Ambientale (ARPAIAPPA), sono quelle previste nel DM 31/01/1988, di durata non inferiore a quattro anni. Qualora l’interessato sia già inserito nel ruolo della Dirigenza di una P.A., il servizio di almeno 7 anni gli consentirà l'accesso ai concorsi di posizione apicale nella disciplina equipollente. Qualora la P.A. in cui l’interessato è attualmente inserito non faccia parte del citato SSN, un'anzianità di servizio di almeno 5 anni nel ruolo della Dirigenza lo abilita a concorrere per l'accesso alla Dirigenza Sanitaria di una delle aziende di cui al CCNL della Dirigenza Sanitaria, Professionale, Tecnica ed Amministrativa del SSN. In ogni caso, il diploma di Scuola di Specializzazione della durata di due anni conseguito presso una Università conferisce il titolo di specialista nella materia oggetto della medesima scuola. I riferimenti normativi sono il DPR 10 dicembre 1997, n. 483, il DPR 10 dicembre 1997, n. 484 ed il CCNL dell'area della dirigenza ruoli sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo.
A quali tipi di specializzazioni può accedere un Chimico per entrare nella sanità pubblica?
Il Decreto del M.I.U.R. dello 01 agosto 2005 (Riassetto delle scuole di specializzazione di area sanitaria) definisce quali sono le scuole di specializzazione ammesse nel nostro ordinamento, e definisce inoltre nell'allegato a quel decreto quali tipi di laurea consentono l'accesso ad esse. Le scuole di specializzazione, che hanno sede presso le Università, afferiscono a tre aree: area medica, area chirurgica ed area dei servizi clinici. L'area dei servizi clinici è a sua volta suddivisa in due sotto-aree: sotto-area servizi clinici diagnostici e terapeutici, sotto-area dei servizi clinici organizzativi e della sanità pubblica. I laureati in Chimica, tra l'altro solo quelli appartenenti alla classe 62/S - Scienze Chimiche (equiparata alla classe LM-54) e quelli laureati in Chimica vecchio ordinamento, sono inseriti unicamente nell'area dei servizi clinici, e più in dettaglio solo nella sotto-area dei servizi clinici diagnostici e terapeutìcì, Possono partecipare alle scuole di specializzazione ·       "BIOCHIMICA CLINICA", tenuta presso le Università di Brescia, Catania, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Padova, Pisa, Parma, Pavia. ·       "MICROBIOLOGIA E VIROLOGIA" tenuta presso le Università di Catanzaro e Roma. ·       "PATOLOGIA CLINICA" tenuta presso le Università di Bari, Catania, Ferrara, Genova, Messina, Milano, Modena, Palermo, Padova, Perugia, Pavia, Roma, Torino. Per quanto concerne la scuola di specializzazione in valutazione e gestione del rischio chimico, questa è stata istituita dal M.I.U.R. con il Decreto del 19 giugno 2013 (Approvazione della tipologia della Scuola di specializzazione in valutazione e gestione del rischio chimico). All'articolo l, comma 2, viene riportato che tale scuola di specializzazione si connota come scuola di area non sanitaria. All'articolo 2, comma l, si attribuisce alle Università e Scuole superiori universitarie ad ordinamento speciale la facoltà di istituire la Scuola di specializzazione oggetto del decreto. Allo stato attuale risulta che solo alcune Università stiano progettando di organizzare, anche se ancora ai primordi, questa Scuola, e sono le Università di Padova, Bari, Napoli e quella dell'lnsubria.