San Benedetto da Norcia patrono dei Chimici. Ma è l’unico?

L’arrivo dell’estate per noi Chimici coincide con un’altra grande ricorrenza, l’11 luglio festeggiamo il nostro patrono San Benedetto da Norcia.

 

Benedetto, nato verso il 480 a Norcia in Umbria, è il fondatore dell’ordine monastico dei Benedettini, la cui Regola richiedeva ai monaci suoi seguaci, oltre agli usuali (per un religioso) voti di povertà, castità e obbedienza, la “stabilitas loci” (restare nel monastero per tutta la vita) e la volontà di unire il lavoro alla preghiera (il famoso “ora et labora”): tale Regola ebbe uno straordinario successo e si diffuse in tutta l’Europa dall’epoca medievale sino ad oggi. Il nome di questo santo, riconosciuto anche come patrono dell’Europa dal 1964 per volontà di papa Paolo VI, si lega a noi chimici per due episodi rilevabili dalle sue agiografie. Un particolare riferimento aneddotico si trova narrato nel secondo libro dei Dialoghi di san Gregorio Magno, dove si legge che a causa dell’austerità che caratterizzava l’indole di Benedetto alcuni monaci provarono ad avvelenarlo mescolando del veleno in una coppa di vino. Quando Benedetto, secondo usanza, la benedì con il segno della croce, questa si infranse. In conseguenza a tale episodio avviene per Benedetto uno snodo esistenziale importante: il ritorno temporaneo alla vita di solitudine. Successivamente, ripresa la vita monastica, Benedetto subì un secondo attentato: tale sacerdote Fiorenzo gli inviò un pane avvelenato ma, compreso l’inganno, Benedetto chiese a un corvo di portarlo via. Non è un caso quindi che san Benedetto venga invocato patrono dei chimici.

 

Legato a questo santo è anche un celebre modo di dire: “San Benedetto, la rondine sotto il tetto”. La ricorrenza celebrativa di questa figura era tradizionalmente festeggiata il 21 marzo (data della sua morte), ma la data venne poi spostata all’11 luglio (data della traslazione del corpo) per evitare che tale importante festa cadesse in periodo quaresimale. Non esistono sempre “criteri” univoci ed oggettivi grazie ai quali un santo può essere riconosciuto patrono: talvolta ci possono essere pronunciamenti del magistero o dei papi, altre volte atti devozionali legati alla tradizione. Tradizione che cambia secondo l’area geografica: si pensi infatti che il patrono dei Chimici non è legato in maniera univoca ad una sola figura: è riconosciuto nostro patrono anche sant’Alberto Magno (1200-1280), attento conoscitore delle scienze naturali tra cui la chimica, e il beato Francesco de Paula Castelló y Aléu (1914-1936), patrono dei chimici brasiliani.

 

L’eredità di san Benedetto è così significativa che l’Abbazia di Montecassino fondata da Benedetto rimane ancora oggi un punto di riferimento per molti credenti: l’abate ha ricevuto la visita nel 2015 anche di una delegazione di Chimici iscritti all’Ordine di Lazio, Umbria, Abruzzo e Molise.

 

Insomma, venerato per secoli e secoli, san Benedetto non solo è il patrono di noi Chimici, ma è anche protettore di altre categorie di lavoratori come ad esempio agricoltori, contadini, speleologi nonché patrono - dichiarato da Papa Pio XII – di Architetti ed Ingegneri, che ormai da anni condividono con noi Chimici tematiche professionali di interesse comune tramite la Rete delle Professioni Tecniche.